Materassi Torino

In questo modo, destiniamo tutte le nostre forze (la capacità di autoguarigione che tutti possediamo) per opporci alla malattia che, il più delle volte, la mattina, al risveglio, s'è già risolta; in ogni caso, riusciamo a diminuirne la durata e la gravità, soprattutto se potremo, l'indomani, curarci ancora con il sonno.
Questa semplice pratica aiuta ad evitare certi tipi di malanni, soprattutto se abitiamo in città, dove l'ambiente è antigienico e contagioso. Sappiamo che, alla fine d'ogni ciclo, e dunque diverse volte in una sola notte, tutti, senza alcuna eccezione, torniamo allo stato di veglia. La maggior parte delle volte, poiché dura troppo poco tempo (due-tre minuti circa) questo risveglio non viene registrato o memorizzato e l'indomani non ce lo ricordiamo. Ma, talvolta, ce ne rendiamo conto. Se, per esempio, siamo presi da un lavoro urgente, possiamo approfittare di questo dono che ci fa la natura, evitando di riaddormentarci e sfruttando così lo stato di iperlucidità in cui ci troviamo in questo risveglio naturale, alla fine di un ciclo.
Abbiamo cosi a disposizione da 90 a 120 minuti, come ormai ben sappiamo, secondo la durata del nostro personale ciclo; ma, qualche volta, il tempo di veglia può anche essere cortissimo.
Henry de Montherlant confessava: «Tutte le notti mi sveglio tre volte e, nello spazio di questi tre risvegli, spesso approfondisco, creo un nuovo personaggio, metto a fuoco un immagine, una situazione, una frase, in cinque-sei minuti. Mi alzo allora in fretta e subitamente prendo appunti. Poi di pieno giorno, l'ispirazione è sostituita dal lavoro».
Tutti coloro che hanno sperimentato questi risvegli notturni, (in momenti particolarmente propizi) dicono che si tratta di una esperienza «inebriante» che rinnovano periodicamente, per abitudine, per piacere o per necessità (per esempio, alcuni giornalisti vi ricorrono spesso, redigendo in questo modo, in un lampo, un articolo che, alla luce del giorno, richiederebbe loro molto più tempo producendo, per di più, risultati inferiori). Questi momenti di grande lucidità, di luce interiore, in cui tutto ci appare semplice e facile, ci fanno sentire anche in contatto con il cosmo: la notte, siamo più sottili, più mistici, più vicini a Dio...

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