Materassi Torino

La quantità di sonno di cui abbiamo bisogno per ricaricarci varia da persona a persona. Il rapporto fra sonno e personalità,permette di individuare se un individuo dorme molto o poco conoscendone anche superficialmente la personalità stessa.
Sfatata quindi la diffusa credenza delle classiche otto ore ottimali, si può affermare che chi dorme meno del normale, ossia sotto le 6 ore per notte, sia una persona molto energetica, dal temperamento vigoroso, che crede molto in se stessa, che è realistica, estroversa e che si preoccupa molto della sua immagine e che non si ricorda quasi mai dei sogni che fa.
Chi invece dorme più del normale, oltre le otto ore, è una persona pacata, lenta, altruista, idealista e sognatrice, è introversa ed autonoma, tiene i piedi "poco per terra" e si ricorda quasi sempre dei sogni fatti.
Un'altra differenziazione viene fatta fra le persone che hanno difficoltà a svegliarsi al mattino e quelle che, al contrario, si svegliano fresche e pimpanti. Le persone che hanno difficoltà ad alzarsi si svegliano assonnate, stanche, non hanno voglia di fare colazione e per tutta la mattinata risultano scontrose, brusche e taciturne. Nel pomeriggio cominciano a rimettersi in sesto migliorando l'umore e diventando dinamiche ed efficienti durante la serata, non avendo infine difficoltà a far tardi la notte. Le persone che al contrario si svegliano fresche, pimpanti ed efficienti, danno il meglio di sé durante tutta la mattinata, ma nel primo pomeriggio il loro vigore diminuisce e cominciano a sentirsi stanche nel tardo pomeriggio, per poi andare a letto molto presto la sera.
Molto duro e sconsigliato è cambiare drasticamente il fabbisogno di sonno giornaliero. Se il nostro stato fisiologico e psicologico necessita di otto ore di sonno per rivitalizzarsi, non possiamo repentinamente ridurlo a cinque, si avrebbero dei disturbi, alterazioni neurovegetative, perdita della capacità mnemonica, alterazioni dell'umore, diminuzione della prontezza dei riflessi e perdita di fiducia in sè stessi. Sarebbe consigliabile e salutare permettersi una "pennichella" pomeridiana.
il riposo pomeridiano costituisce preciso tipo di sonno detto "sonno bifasico", ed è caratteristico dei bambini negli anni precedenti alla scuola. Anche in Cina il pisolino pomeridiano è un'abitudine diffusa e viene praticato negli uffici e anche nelle fabbriche e viene denominato xiu-xi.
La quantità di sonno di cui abbiamo necessità, varia anche con l'età. Mediamente dalle 7/5 ore per notte per adulti tra i 40 e i 60 anni, circa 18 ore al giorno per i neonati. Il neonato trascorre più del 70% del suo tempo dormendo. Il suo sonno viene uniformemente distribuito nell'arco della giornata con intervalli di veglia regolari che avvengono tra le due e le sei ore. Al compimento del terzo o quarto mese il bimbo inizia a dormire tutta la notte, anche se per avere un sonno di dodici ore e dodici di veglia occorrerà aspettare almeno il sesto mese. Ciò che diminuisce è comunque il sonno diurno e raggiunta l'età di 4/5 anni il sonno passa da un andamento polifasico ad uno bifasico, cioè con un regolare pisolino pomeridiano. Con la frequenza scolastica poi il bambino resta sveglio l'intera giornata e raggiunge quell'andamento del sonno monofasico che è caratteristico dell'adulto. Nell'adolescenza si può dormire normalmente anche per 15 ore per notte e si può affermare che solo verso i 16 anni si raggiunge quel ritmo del sonno che poi si manterrà per quasi tutta la vita e che costituirà il proprio "sonno ottimale". Infatti perché avvenga una consistente modifica del ritmo del proprio sonno occorrerà aspettare i 40 anni per gli uomini e i 50 per le donne, per le quali il sopravvenire della menopausa può sconvolgere del tutto, anche se solo temporaneamente, la regolare alternanza del ritmo di veglia e di sonno. Oltre i 60 anni il periodo complessivo di sonno diminuisce sia per gli uomini che per le donne, e così accade anche per l'attività onirica. Gli anziani iniziano a dormire molto meno la notte e a fare regolari pennichelle il pomeriggio, e riproducono così quell'andamento del sonno polifasico che ha molte analogie con quello della prima infanzia. Questo andamento del ritmo del sonno degli anziani fa sì che anche se il loro sonno notturno è spesso inframmezzato da continui risvegli, essi si sentono comunque riposati e si alzano ritemprati al mattino a differenza di quanto accade per le persone più giovani; questo fatto è da tenere in considerazione in quanto molti anziani che si lamentano di soffrire di insonnia dormono invece un periodo di tempo regolare, soltanto lo suddividono in più momenti.

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